giovedì 9 febbraio 2012

La vittoria

La Vittoria


Seduta rannicchiata su un gradino
di cemento un campo di atletica
si stende innanzi e il mio
cuore batte ed io lo ascolto...
 
Applausi coprivano il mio nome,
scandito tra echi gioiosi ed abbracci,
una medaglia al collo tenuta
a capo chino tra le dita tremanti.
 
Quanto ho remato contro,
quanto ho lottato, eran squilli
di tromba solo per giovin figlie
di padri ambiti dell' alta società.
 
Umilmente ho spinto con i gomiti,
col sorriso catturavo simpatia,
nessuno credeva, nessuno vedeva
in me esile e dolce...l'atleta.
 
Per esserci su quel podio quel giorno
ho volato in alto con un colpo di reni
atterrata nella sabbia come furia,
la mia forza, la volontà mi han reso
 
la gioia di una grande vittoria..





Adelina@ 8-2-12

martedì 7 febbraio 2012

Un silenzio teatrale

Un silenzio teatrale.

Passi lenti e timidi affondano,
scricchiola la neve pressata come ovatta
sotto gli scarponcini dal risvolto di velluto.

Voci sussurrate inondano l'aria, si
scontrano rimbalzano in un mosaico
di ghiaccio, stalattiti si allungano.

Luci di cristalli, arcobaleni si rincorrono
gocce lente cadono, con tocco costante
si fondono ad un terreno ferroso e bruno.

Il sole scopre l'azzurro tenue di un cielo
ancora rincorso da nubi grigie e gonfie
e con un dolce tepore stende un velo

sulla candida coperta di neve,
rendendo un palpito di luci, come
diamanti, la superficie perfetta e fredda.

Un silenzio teatrale avvolge e rende bellezza,
in un mattino d'inverno glaciale,
Io, col cuor in gola, scendo dalla mia valle.

Adelina@ 7-2-12

mercoledì 1 febbraio 2012

Una conchiglia bianca

Una conchiglia bianca

In un meriggio d'inverno,
fuori sibila e ulula il vento ,
io tra stoffe e odor di antico
sospiro e rovisto in un cassetto.

La mano tasta curiosa
il fondo, una piccola cosa
scivola sotto le dita e come
perla l'adagio sul palmo.

Una conchiglia bianca color
marmo striata, ma fragile
e sottile, è nella sua cavità
che ascolto l'eco del mare.

Un ricordo lontano, un ragazzo
schiude la mano, la sua voce
incerta pronuncia quattro
parole “la vuoi? è tua”

Un gesto ,un suono , un dono
prezioso, emozione nel rivivere
quell' istante dimenticato
in un angolo della mia vita.

Adelina@ 1-2-12


martedì 31 gennaio 2012

E' nata Alyssa


Raccontata a me da un'amica diventata nonna!!
" per Lei "

28 genn. 2012 .E' nata Alyssa

Nuvole bianche rincorrono il tempo..
son cirri nell'azzurro di una sera
in trepidante attesa, come il cielo
volesse sorridere con gocce di rugiada
aspettando uno squillo...

E' solo un attimo, una voce al di la
di una linea, distanza incolmabile,
eppur vicina si sente,
trema e pronuncia ciò che io voglio
ascoltare...é nata Alyssa.

Il cuore si ferma, poi riparte e lo
sento in gola, un tremore ed un palpito,
il sorriso echeggia, scandisce attimi di
emozione, ora una nuova vita è fra noi
...ed io son nonna!!

Adelina 31-1-12

lunedì 30 gennaio 2012

Fremito di passione

FREMITO DI PASSIONE
 
In una notte quando il buio

ferma il tempo, nell'oblio 

dell'anima lapilli di lava

sciolgono quel pugno di pietra,

luci riflesse scoprono e

accarezzano pelle d'ebano.

 
Abbandonata su guanciali 

d'umida erba lei attende

quel soffio caldo, un brivido

e la mano scivola, rende

in un torpore di sensi,

quell'attimo, fremito di passione.

 
Adelina @ 29-1-12
 



giovedì 26 gennaio 2012

La giornata della memoria

Per non dimenticare

Una nebbia sale in un mattino
freddo, tutto è gelo nella mente mia,
solo una mano scarna grande
si aggrappa al mio cuore,
lo preme per prenderne il rosso vermiglio
e colorare quella scena di un tempo,
dove pelle e vene pulsanti avvolgono ossa,
formando corpi scarni.

In una visione di morte,
dove filo spinato scorre e ne delimita il passo,
ci sono gli occhi,
son quelli che rendono spettri viventi, essere umani.
Hanno nello sguardo ancora speranza,
hanno la dignità di chi non ha rinunciato,
sono i sopravvissuti all'Olocausto,
oggi son testimoni nel tempo.

Adelina..27 gennaio 2012



lunedì 23 gennaio 2012

Esile fanciulla..

Esile la fanciulla..

Esile la fanciulla, in un viale
tra oleandri dorati
in un bagno di sole, cammina.

Improvviso banco di nebbia oscura,
passi felpati in silenzi stonati echeggiano,
fin dove il cielo è sovrano.

Mille voci acute s'odan ,
respiri ansimanti si fanno vicini,
mani s' allungano su membra indifese.

Forza e rabbia trasuda, non frena il cammino,
leggiadra sfugge dall'ombra,
ferita e nuda raggiunge quell'oasi d'azzurro

..e tra gocce di sole assorbe la luce..

Adelina@ 23-1-12